Egidio Gazzolo

Cascina Casiglio Zibido San Giacomo (MI)

DESTINAZIONE D'USO: Residenziale

ANNO PROGETTO: 2007

PROGETTO: arch. Valabrega – Milano, Battistrada e Gazzolo S.r.l. – Genova

Collaboratori:

arch. Giacomo Crepax
arch. Cristina Uggeri
geom. Luca Dallavalle
Committente: Sig.ri Pozzi

All’interno della realtà insediativa, relazionata con la rete idrografica, naturale e artificiale, che scorre tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, si colloca la Cascina Casiglio, complesso agricolo strutturato intorno ad una corte centrale.
I terreni che la circondano venivano lavorati, prima dell’attuale dismissione, utilizzando i macchinari della vicina cascina Cà Granda. Di conseguenza numerosi dei suoi corpi di fabbrica sono andati dismessi con un progressivo spopolamento del cascinale. L’assenza di residenti ha determinato una perdita d’identità del cascinale e un progressivo depe rimento delle strutture.
L’insediamento di nuova residenza è l’obbiettivo del progetto di recupero.
La normativa di tutela del Parco Agricolo sud di Milano, cui la cascina fa riferimento, permette un recupero volumetrico derivante dalla demolizione di superfetazioni e dal trasferimento della volumetria stessa dei porticati presenti. Si prevede che il recupero dei fabbricati agricoli dismessi con conversione in residenza extra-agricola, non comprometta l’attività agricola e il mantenimento dei fondi.

Si è inteso ricostruire la parte demolita per ricomporre i tre corpi di fabbrica che chiudevano il recinto dell’aia, così come attestato dalle mappe catastali e dalle tracce delle
fondazioni trovate.
Il progetto di recupero prevede 29 unità familiari, 14 delle quali già presenti.
L’indirizzo seguito nel progetto è quello della conservazione dell’immagine originaria, con l’inserimento delle porzioni di nuovi fabbricati che ricompongano il disegno della corte oramai disgregata. Sono stati ripresi gli elementi autentici, modificando la dimensione delle finestre, secondo un linguaggio che predilige una apertura verso la corte e una minor penetrazione nei prospetti rivolti alla strada.
Gli elementi considerati spuri sono stati per la maggior parte demoliti, ad eccezione del corpo di fabbrica d’ingresso, che all’esterno è stato rivestito con una struttura metallica atta a sostenere varie essenze di verde coprente.
A memoria dell’origine agricola della cascina, si colloca, nel mezzo della corte, una vecchia macchina per lavorare i campi, simbolo e memoria della riconversione in atto.